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Maria Lassnig e Marisa Merz Leoni d’oro alla carriera della 55. Biennale di Venezia

Dettagli evento

Maria Lassnig e Marisa Merz Leoni d’oro alla carriera della 55. Biennale di Venezia

Ora: 1 Giugno 2013 a 24 Novembre 2013
Luogo: Giardini e Arsenale
Città: Venezia
Sito web o mappa: http://www.labiennale.org/it/…
Tipo di evento: biennale, arte, arte contemporanea, mostra, leone d'oro, premio, artiste
Organizzato da: Biennale di Venezia
Attività più recente: 23 Ago 2013

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Descrizione evento

Sono stati attribuiti all’artista austriaca Maria Lassnig e all’artista italiana Marisa Merz i Leoni d’oro alla carriera della 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Il Palazzo Enciclopedico (Giardini e Arsenale, 1 giugno - 24 novembre 2013). 

 La decisione è stata presa con le seguenti motivazioni:

 Maria Lassnig

“Per oltre sessant'anni Maria Lassnig ha indagato la rappresentazione del corpo e dell'individuo in una serie di dipinti che ritraggono l'artista spesso in uno stato di irrequietezza, eccitazione e disperazione. Con i suoi autoritratti Lassnig ha composto una personale enciclopedia dell'auto-rappresentazione e - attraverso quelli che chiama i "body-awareness paintings", ovvero i dipinti di “auto-coscienza corporea” ha trasformato la pittura in strumento di auto-analisi e di conoscenza del sé. A novantatre anni Lassnig rappresenta un esempio unico di ostinazione e indipendenza che merita di essere celebrato con il riconoscimento del Leone d’Oro alla Carriera.”

Marisa Merz

“Dagli anni Sessanta Marisa Merz si è imposta come una delle voci più singolari dell'arte contemporanea. A partire dal suo lavoro svolto in parallelo ai protagonisti dell'arte povera, tra i quali Marisa Merz si distingueva per la riflessione sulla sfera dello spazio domestico e femminile, l’artista ha sviluppato un linguaggio personale in cui pittura, scultura e disegno si combinano per dare forma a immagini all’apparenza arcaiche e primordiali. In queste icone contemporanee, volti stilizzati affiorano alla superficie come apparizioni divine. Questa pittura epifanica, coltivata per anni in solitudine, ci invita a guardare il mondo a occhi chiusi, perché – come recitava il titolo di una mostra di Marisa Merz del 1975 – “A occhi chiusi, gli occhi sono straordinariamente aperti”.”

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