movimENTI CULTURALI

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Dettagli evento

PRIMO

Ora: 27 Gennaio 2015 presso 19:00 a 30 Gennaio 2015 presso 17:00
Luogo: Teatro India, Teatro Argentina
Città: Roma
Sito web o mappa: http://piccolindiani.blogspot…
Telefono: 06684000346
Tipo di evento: recital, letterario
Organizzato da: Sabina de Tommasi
Attività più recente: 21 Gen 2015

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Descrizione evento

Ci sono spettacoli che non si possono mancare. Anche per chi non è amante del teatro, e per chi a teatro ci va solo occasionalmente.
Ci sono spettacoli che per chi fa il mio mestiere servono a ritrovare le ragioni di una scelta, nella fatica della quotidianità, e della tristezza del panorama culturale.
Per fare un capolavoro non servono i bandi, anzi da quelli i capolavori non escono mai (e c'è da chiedersi perché), basta la coesione di un piccolo gruppo di veri professionisti, generosi e curiosi.
Anche se farà freddo, se magari pioverà, se siete stanchi, amareggiati, disillusi, salite in metro, in autobus, in bicicletta, e non perdete questo piccolo gioiello di buon teatro e buona letteratura (oltre che di storia....)

al TEATRO INDIA
martedì 27 gennaio 2015, ore 19
mercoledì 28 e giovedì 29 gennaio 2015, ore 17

al TEATRO ARGENTINA
venerdì 30 gennaio 2015, ore 16

A volte si sopravvive per poter raccontare.
Primo Levi è sopravvissuto per raccontare.
"Primo" vuole dare voce alla sua testimonianza, perché non si può dimenticare, non si deve.

L'intensità e la leggerezza della parola di Levi, insieme alla grande valenza letteraria del suo racconto, hanno favorito il nostro lavoro e mostrato la strada da seguire. I suoi dialoghi hanno già una forza teatrale e la descrizione che fa degli uomini aiuta il lavoro dell'attore.
Si tratta quindi ancora di raccontare, anzi di raccontare nel modo più immediato e amplificato, di far rivivere l'esperienza di Levi e dei suoi compagni scomparsi, ad un pubblico diverso e più vasto, alle nuove generazioni.
La sua testimonianza viene rappresentata con stupore razionale, semplicità e, per quanto possibile, con leggerezza, per guidare lo spettatore ad una conclusione, ad una sentenza, senza gridargliela nelle orecchie, senza dargliela già fabbricata. Per questo motivo c'è molta attenzione, oltre che alle atrocità, anche verso momenti ed episodi di vita quotidiana, di distensione, di sogno.
Cercando di conservare la carica umana dei personaggi, anche se annientati dalla violenza e consumati dal conflitto permanente al quale cercavano di sopravvivere.

con Jacob Olesen
musiche originali Massimo Fedeli
scene Antonio Belardi
disegno luci Luca Febbraro
i soggetti della scenografia sono tratti da opere di Eva Fischer

organizzazione Enrico Carretta

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