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Commento da Rolando Attanasio su 30 Ottobre 2013 a 17:22

Commento da Rolando Attanasio su 30 Ottobre 2013 a 17:22

Commento da Rolando Attanasio su 30 Ottobre 2013 a 17:19

Commento da Rolando Attanasio su 30 Ottobre 2013 a 17:18

Commento da Rolando Attanasio su 30 Ottobre 2013 a 17:18

Rolando Attanasio: Geografie Spaziali al museo PAN di Napoli

'Teatro nel teatro',  per illustrare al meglio in  una visione prospettica ampia quanto l'anima,  e sottile come la denuncia delle abnormi invasioni , come l'arte sopravviva sempre a se stessa e serva anche nella  mistificazione di ciò che ci viene proposto continuamente; per vedere se siamo ancora immuni all'assuefazione ad un concetto di normalità errato per definizione.

La normalità che vuol dire allinearci a delle convenzioni che non sono il prodotto della realtà, ma della necessità di creare equilibri umani e sociali; mentre normale può essere altro. È l'arte il braccio abile a mettere in luce tale differenza, un discorso a 360 gradi che solo un suo abile  fruitore come Rolando Attanasio poteva fare, esponendo al Palazzo delle Arti Napoli PAN in seno alla rassegna "Geografie Spaziali" a cura di Enrico Borriello e Paola Riccardi: Azione Documentativa Video Performativa per un progetto format che raccoglie più lavori cinematografici al Pan dal 18 Ottobre al 16 Novembre, presentati con il titolo 'Film Trajectories' . In tale traiettoria Rolando Attanasio ha espresso il suo lavoro, il suo sentire, i suoi messaggi ma soprattutto la sua manifestazione fisica travestendosi dei suoi personaggi in un happening di autentica pop art trans-moderna, ovvero la fase di passaggio da una miscellanea di gusti stili e tendenze, a qualcosa di più definito e importante per caratterizzare l'arte espressiva del nuovo secolo . Lo ha fatto al PAN

presentando quaranta minuti di video, ove la prima parte è dedicata al teatro, o meglio proprio al 'teatro nel teatro'  con uno schetch girato alla galleria 'Franco Riccardo' di Napoli, dal titolo 'Visita al museo'. Il museo e la galleria d'arte di Franco Riccardo sono unica simbiosi di un duetto tra visitatore e critico, ovviamente tutti attori: il critico si mette a disposizione spiegando cos'è l'astrattismo, rifiuto nell'interiorità di ogni meccanismo tecnicistico atto a vietare empatia e creatività spirituale. Ad esempio in una sala il critico mostra una tela bianca citata come miglior capolavoro di un certo 'Hoffer', artista immaginario, in quanto le figure mancanti nella tela sono le immagini  del subconscio che l'anima vi deve proiettare: la "Presenza nell'assenza". Il momento di scambio culturale ad un certo punto prende una piega turbolenta, perché il visitatore inizia a inveire contro il critico reo di aver tentato una strumentalizzazione politica con il suo dire e con le sue opere, un esempio di quella patologia della normalità che alla fine é una diversificazione comunque imposta: il video terminerà con l'uccisione del critico da parte del visitatore che però così ha creato la 'sua' opera d'arte. Il video di Rolando continua con altri capitoli che racchiudono altri suoi lavori precedenti :   "Yammammare" ovvero pubblicità in regresso, perché nel suo divenire essa é disumana: come la pancia di un obeso che si intravede su un molo arrugginito o quello spot su 'Truffardi' che inneggia ad accordi sui rifiuti e sul degrado mai compiuti. La terza performance invece è 'No', semplicemente ' io non mi omologo a dire si innanzi alla telecamera' ; cosi Rolando viene ritratto in primo piano mentre dice tanti 'no' per tutte quelle volte che occorreva dirlo e non si è mai fatto. Il finale più rappresentativo della poliedricità di un

artista come Rolando Attanasio è la ripresa effettuata durante la sua mostra di pittura 'Blu Sconcertante' avvenuta al Maschio Angioino nel 2012, di un video di nome 'Atlantis' ove Rolando travestito da Aragosta esce dalla spuma e le onde del mare, per visitare Napoli e misurarla alla sua dimensione. Non a caso "Aragosta Blu', ultimo suo  lavoro letterario , è proprio la raffigurazione della nostra città nelle sue dimensioni più profonde, come solo tale colore può rappresentare, a riprova della coesistenza tra le storture e le ipocrisie, di una volontà e una energia di riprovarci, che salva con l'arte e nell'arte, la prospettiva d'orizzonte del fatidico futuro anche per la nostra città .

Bruno Russo

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