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Il tempo degli uomini e il tempo delle cose

La vita di Clorinda. Questa l'essenza di un libro di ben 450 pagine da leggere quasi tutte d'un fiato se fosse possibile. Un romanzo storico, sulla vita di una giovane contessa che rimane vedova troppo presto, immersa nel mondo nobiliare dell'epoca, tra sfarzi, abiti ampi e gioielli da sogno. Una storia che parte dapprima lenta per poi avvolgere il lettore in un turbinio di scene, eventi e paesaggi mozzafiato.

L’autore, Il Conte Alessandro Rigi Luperti, ha sapientemente descritto la Roma Pontificia e gli albori di una Nazione che cambia.

Una nobiltà tradizionalista che si soddisfa dei traguardi raggiunti, arroccata su tradizioni morenti; un fastoso palazzo in una piccola città della provincia pontificia; un immenso castello intatto nella sua storia passata, a volte gloriosa; una casa di campagna che è un’oasi in cui cercar tregua all’incalzare dei sentimenti; un intrecciato complesso di parentele e di amicizie con i suoi intrighi ed i suoi risvolti, più spesso negativi; un mondo di piccola gente, di uomini semplici che potrebbe anche non esistere, ma di cui si sente la necessità.

E’ in questo ambiente che si muove Clorinda, giovane, affascinante, inquieta, vedova di un giovane Conte che forse avrebbe potuto amare. Determinata in quelli che stima i suoi diritti, tiene come ferrea regola le convinzioni da lei codificate, lasciando poco spazio vitale alla personalità di chi la circonda: questo anche il canone capace, spesso, di fornirle l’amaro privilegio di una splendida solitudine dell’animo.

Intorno una mancanza di calore umano, la paura di lasciarsi andare agli eventi, un timore di voler bene, quasi un rifiuto di amore e non riesce a colmare questo vuoto l’affettuosa vicinanza spirituale di un amico che ella vuole lontano, ma sempre pronto e disposto alle sue necessità.

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I tempi che passano vanificando le feste, i viaggi ed i momenti di fulgore; i mutamenti che incalzano e sullo sfondo, presente a tratti, l’angoscia del tempo della vita di tutti i giorni che, implacabile, procede con ritmo diverso da quello delle cose di cui lei si è circondata e dalle scansioni da lei a tale ritmo imposte. Realtà che sfuggono al suo volere, la portano, negli anni, in un ritirarsi amaro e a volte impietoso, a restringere sempre più l’orizzonte di questo suo mondo che, alla fine, sarà la sua sola persona a rappresentare, monumento tragico di una disperata sopravvivenza ai propri ideali.

Il passaggio storico del Risorgimento italiano e della nascita di una Nazione che non riescono a coinvolgerla, sollecitata come è da un continuo affacciarsi di   antiche storie, ormai lontane, di cui è vestale e vittima; il farsi avanti implacabile delle tristi necessità e delle crude realtà di un presente di gente nuova dalle differenti aspirazioni, accompagnano, senza sfiorarlo, il suo spirito che rimarrà sordo, sino alla fine, barricato nelle sue certezze, chiuso nelle sue convinzioni ed una illuminazione ultima giunge quando ormai forse è troppo tardi per cancellare, con un estremo atto di umiltà, una esistenza che molte volte è stata costretta a sbagliare.

Ma la volontà divina che ha voluto che nessuno nascesse completamente mondo, può permettere che qualcuno muoia completamente dannato?

In questo mio scritto ho cercato di far rivivere un epoca non frutto di fantasia o raffazzonata qua e là, ma esistita veramente e che forse, ripercorsa dopo più di cento anni, ha acquistato ancor più chiarezza e si è rivelato ancor più nella sua essenza.

 Ricordo quando scrivevo sulla mia piccola Tippa, la testa abbassata per ore sulla tastiera, spesso vedevo la mano di mio padre che sfilava il foglio giunto alla fine, per portarselo via. Un giorno gli chiesi un po’ seccato: “Perché tanta fretta?”. Mio padre mi guardò e poi, abbassando gli occhi, come in un moto di attuale vergogna o di trascorso pentimento, mi prese le mani fra le sue per dire lentamente: “Ho vissuto tutta l’infanzia con mia nonna. L’ho amata e l’ho odiata, l’ho ammirata e dispregiata, l’ho imitata e contrastata, ma solo ora, leggendo quello che di lei vai scrivendo, la sto conoscendo veramente”. Mi dette un bacio frettoloso ed io sentii che i suoi occhi erano umidi“.

Autore: Alessandro Rigi Luperti

Genere: Romanzo storico

Formato: Cartaceo 430 pagine e versione eBook Pdf

Casa editrice: La Ragnatela Editore

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