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HAPPY TECH. Macchine dal volto umano a Milano

Dettagli evento

HAPPY TECH. Macchine dal volto umano a Milano

Ora: 17 Marzo 2012 tutto il giorno
Luogo: Triennale Bovisa
Via: Via Raffaele Lambruschini, 31 - Zona Bovisa
Città: Milano
Sito web o mappa: http://www.triennale.it/it/bo…
Tipo di evento: mostra, arte, tecnologia, museo, milano, triennale
Organizzato da: Fondazione Marino Golinelli in partnership con La Triennale di Milano
Attività più recente: 17 Mar 2012

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Descrizione evento

E' una mostra di arte e scienza realizzata dalla Fondazione Marino Golinelli in partnership con La Triennale di Milano, a cura di Giovanni Carrada e Cristiana Perella con la collaborazione di Silvia Evangelisti.

In programma fino al 31 marzo negli spazi della TRIENNALE BOVISA. (Via Raffaele Lambruschini, 31 - Zona Bovisa) 

La mostra propone di esplorare il lato positivo del rapporto uomo-tecnologia. Lo fa attraverso le opere di artisti di fama internazionale come Tony Cragg, Cao Fei, Martino Gamper, Rainer Ganahl, Candida Höfer, Alfredo Jaar, Thorsten Kirchhoff, Armin Linke, Vik Muniz, Mark Napier, Tony Oursler, Pipilotti Rist, Thomas Ruff, Tom Sachs, Bill Viola.

Una sezione introduttiva è dedicata ai precursori/visionari Bruno Munari, Piero Fogliati, Nam June Paik e John Godfrey, artisti che nei decenni passati intuirono le potenzialità rivoluzionarie delle nuove tecnologie ma anche la necessità di non farsene sovrastare, intrattenendo con esse un rapporto giocoso, umanizzato, aperto all’utopia.

COME ARRIVARCI

Dalla Stazione FNM Cadorna: Prendere la Metropolitana Linea 2 MM2 Linea Verde direzione Cologno Nord-Gessate, scendere alla stazione GARIBALDI (terza fermata), prendere il passante ferroviario in direzione Bovisa senza uscire dalla metropolitana e scendere alla stazione Bovisa (seconda fermata). Tempo 20 min.

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Commento da Maurizio Caminito su 13 Marzo 2012 a 19:09

Arte e Scienza uniscono i loro linguaggi per raccontare diverse tematiche con opere ispirate a tecnologie “a misura d’uomo”, ovvero che estendono la nostra natura, permettono, abilitano, sviluppano e potenziano le caratteristiche, le capacità e le ispirazioni umane migliori. L’artista Cao Fei costruisce sulla piattaforma di Second/Life città ipertecnologiche abitate dai nostri avatar; Mark Napier sfrutta le potenzialità della rete permettendo a tutti di realizzare la propria opera d’arte attraverso il suo sito potatoland.org; Thomas Ruff si appropria di fotografie della Nasa che ci proiettano in uno spazio altrimenti sconosciuto.

Guardare alla tecnologia con ottimismo per alcuni artisti in mostra significa anche utilizzarne gli scarti per dar vita a qualcosa di nuovo. Tony Cragg con i frammenti di plastica, Vik Muniz con i residui industriali e Martino Gamper con sedie recuperate e riassemblate, raccontano le potenzialità creative del riciclo. La tecnologia diventa anche oggetto di ironia nel lavoro di Tom Sachs, protagonista di una fittizia missione lunare o di riflessione critica come nel lavoro Rainer Ganahl che esplora le condizioni di vita urbana a livello globale. Ad ogni opera d’arte è affiancato un exhibit scientifico che consente di conoscere e sperimentare una tecnologia legata al tema dell’opera. Qualche esempio: Evoluzioni Elettro Domestiche, installazione dello storico e antropologo delle tecnologie Vittorio Marchis, una vera e propria “autopsia” di un robot da cucina affianca l’opera di Vik Muniz Pictures of Junk; alla videoinstallazione di Pipilotti Rist Aujourd’hui è associata un’applicazione di Realtà Aumentata (agenzia di comunicazione Luis.it), per provare uno dei primi esempi di fusione del mondo reale con il mondo virtuale; affiancano Gold in the Morning di Alfredo Jaar, un’opera sul lavoro in condizioni premoderne, una proiezione e un exhibit interattivo per capire cosa vuol dire vivere senza macchine che servano per noi da “ schiavi energetici”; interfacciano l’opera Comunicare di Thorsten Kirchhof, due postazioni unite da un collegamento a banda ultralarga per provare la telepresenza.

Partecipo (1)

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