movimENTI CULTURALI

Archivi, biblioteche, libri e musei. Attività e progetti di innovazione


Video

  • Aggiungi video
  • Visualizza tutti

Fotografie

Caricamento in corso...
  • Aggiungi fotografie
  • Visualizza tutti

Note

FORUM DEL LIBRO

Creata da Maurizio Caminito 22 Mag 2013 at 10:04. Aggiornata l'ultima volta da Maurizio Caminito mercoledì.

ERA TUTTO UN PRETESTO: l'eBook

Creata da Maurizio Caminito 5 Apr 2013 at 11:57. Aggiornata l'ultima volta da Maurizio Caminito 5 Apr.

Attività Recenti

Francesco Franci sta partecipando all'evento di Maurizio Caminito
Anteprima

Lo strano caso del Cinema AIRONE di Adalberto Libera alle ore dall'Ex Cinema Airone

25 Maggio 2013 a 31 Maggio 2013
8 ore fa
Maurizio Caminito ha aggiornato un evento
Anteprima

A Roma lo Spring Event 2013: Modern Leonardos: Libraries and Museums as Maker Labs. alle ore Auditorium del Museo MAXXI

24 Maggio 2013 a 31 Maggio 2013
15 ore fa
Letizia Cortini hanno cliccato 'Mi è piaciuto' sull'evento Lo strano caso del Cinema AIRONE di Adalberto Libera di Maurizio Caminito
15 ore fa
Maurizio Caminito ha pubblicato un evento
Anteprima

Lo strano caso del Cinema AIRONE di Adalberto Libera alle ore dall'Ex Cinema Airone

25 Maggio 2013 a 31 Maggio 2013
15 ore fa
Mario Angelis è ora membro di movimENTI CULTURALI
22 ore fa
Icona profiloLucina Pascucci e Titti Battista si sono uniti a movimENTI CULTURALI
mercoledì
Post del blog da Maurizio Caminito
mercoledì
Maurizio Caminito ha pubblicato una nota
mercoledì

 

RSS

Caricamento in corso... Caricamento feed

Eventi

Archivi, biblioteche, libri e musei nel Lazio. Archives, libraries, books and museums in Latium (and beyond). Innovation projects.

LE PAROLE CHIAVE

MAB Musei Archivi Biblioteche
AIB – Associazione Italiana Biblioteche
ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana
ICOM Italia- International Council of Museums
Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli
FAI - Fondo Ambientale Italiano
Federculture
Italia Nostra
Legambiente
e Comitato per la bellezza:

Cinque priorità e dieci obiettivi per guardare al futuro. Un appello

I promotori e i firmatari del presente appello chiedono a chi si candida a governare l’Italia impegni programmatici per il rilancio della cultura intesa come promozione della produzione creativa e della fruizione culturale, tutela e valorizzazione del patrimonio, sostegno all’istruzione, all’educazione permanente, alla ricerca scientifica, centralità della conoscenza, valorizzazione delle capacità e delle competenze.

La crisi economica e la conseguente riduzione dei finanziamenti stanno mettendo a dura prova l’esistenza di molte istituzioni culturali, con gravi conseguenze sui servizi resi ai cittadini, sulle condizioni di lavoro e sul futuro di molti giovani specificamente preparati ma senza possibilità di riconoscimento professionale. Questa situazione congiunturale è aggravata dalla crisi di consenso che colpisce la cultura, che una parte notevole della classe dirigente – pur dichiarando il contrario – di fatto considera un orpello inattuale, non elemento essenziale di una coscienza civica fondata sui valori della partecipazione informata, dell’approfondimento, del pensiero critico.
Noi rifiutiamo l’idea che la cultura sia un costo improduttivo da tagliare in nome di un malinteso concetto di risparmio. Al contrario, crediamo fermamente che il futuro dell’Italia dipenda dalla centralità accordata all’investimento culturale, da concretizzare attraverso strategie di ampio respiro accompagnate da interventi di modernizzazione e semplificazione burocratica. La nostra identità nazionale si fonda indissolubilmente su un’eredità culturale unica al mondo, che non appartiene a un passato da celebrare ma è un elemento essenziale per vivere il presente e preparare un futuro di prosperità economica e sociale, fondato sulla capacità di produrre nuova conoscenza e innovazione più che sullo sfruttamento del turismo culturale.
Ripartire dalla cultura significa creare le condizioni per una reale sussidiarietà fra stato e autonomie locali, fra settore pubblico e terzo settore, fra investimento pubblico e intervento privato. Guardare al futuro significa credere nel valore pubblico della cultura, nella sua capacità di produrre senso e comprensione del presente per l’avvio di un radicale disegno di modernizzazione del nostro Paese.
Per queste ragioni chiediamo che l’azione del Governo e del Parlamento nella prossima legislatura, quale che sia la maggioranza decisa dagli elettori, si orienti all’attuazione delle seguenti priorità.

I promotori e i firmatari del presente appello chiedono di accogliere nei programmi elettorali queste priorità e di sottoscrivere i dieci obiettivi seguenti, che dovranno caratterizzare il lavoro del prossimo Parlamento e l’azione del prossimo Governo. Il nostro sostegno, durante e dopo la campagna elettorale, dipenderà dall’adesione ad essi e dalla loro realizzazione.

  1. Riportare i finanziamenti per le attività e per gli istituti culturali, per il sistema dell’educazione e della ricerca ai livelli della media comunitaria in rapporto al PIL.
  2. Dare vita a una strategia nazionale per la lettura che valorizzi il ruolo della produzione editoriale di qualità, della scuola, delle biblioteche, delle librerie indipendenti, sviluppando azioni specifiche per ridurre il divario fra nord e sud d’Italia.
  3. Incrementare i processi di valutazione della qualità della ricerca e della didattica in ogni ordine scolastico, riconoscendo il merito e sanzionando l’incompetenza, l’inefficienza e le pratiche clientelari.
  4. Promuovere sgravi fiscali per le assunzioni di giovani laureati in ambito culturale e creare un sistema di accreditamento e di qualificazione professionale che eviti l’immissione nei ruoli di personale non in possesso di specifici requisiti di competenza. Salvaguardare la competenza scientifica nei diversi ambiti di intervento, garantendo organici adeguati allo svolgimento delle attività delle istituzioni culturali, come nei paesi europei più avanzati.
  5. Promuovere la creazione di istituzioni culturali permanenti anche nelle aree del paese che ne sono prive – in particolare nelle regioni meridionali, dove permane un grave svantaggio di opportunità – attraverso programmi strutturali di finanziamento che mettano pienamente a frutto le risorse comunitarie; incentivare formule innovative per la loro gestione attraverso il sostegno all’imprenditoria giovanile.
  6. Realizzare la cooperazione, favorire il coordinamento funzionale e la progettualità integrata fra livelli istituzionali che hanno giurisdizione sui beni culturali, riportando le attività culturali fra le funzioni fondamentali dei Comuni e inserendo fra le funzioni proprie delle Province la competenza sulle reti culturali di area vasta.
  7. Ripensare le funzioni del MiBAC individuando quelle realmente “nazionali”, cioè indispensabili al funzionamento del complesso sistema della produzione, della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, per concentrare su di esse le risorse disponibili. Riorganizzare e snellire la struttura burocratica del ministero, rafforzando le funzioni di indirizzo scientifico-metodologico e gli organi di tutela e conservazione, garantendone l’efficienza, l’efficacia e una più razionale distribuzione territoriale.
  8. Inserire la digitalizzazione del patrimonio culturale fra gli obiettivi dell’agenda digitale italiana e promuovere la diffusione del patrimonio culturale in rete e l’accesso libero dei risultati della ricerca finanziata con risorse pubbliche.
  9. Potenziare l’insegnamento delle discipline artistiche e musicali nei programmi di studio della scuola primaria e secondaria e sviluppare un sistema nazionale di orchestre giovanili.
  10. Prevedere una fiscalità di vantaggio, compreso forme di tax credit, per l’investimento privato e per l’attività del volontariato organizzato e del settore non profit a sostegno della cultura, con norme di particolare favore per il sostegno al funzionamento ordinario degli istituti culturali. Sostenere la fruizione culturale attraverso la detraibilità delle spese per alcuni consumi (acquisto di libri, visite a musei e partecipazione a concerti, corsi di avviamento alla pratica artistica); uniformare l’aliquota IVA sui libri elettronici a quella per l’editoria libraria (4%); prevedere forme di tutela e di sostegno per le librerie indipendenti.

movimENTI CULTURALI: Archivi, biblioteche e musei nel Lazio (e non solo). Attività e progetti di innovazione.

Archives, libraries and museums in Latium (and beyond). Activities and innovation projects.

 

 

DALLA FRANCIA UN APPELLO CHE FA DISCUTERE: "SALVIAMO I LIBRI DAL MERCATO 2.0"

Noi, il collettivo dei 451 professionisti della filiera editoriale, abbiamo cominciato a riunirci da qualche tempo per discutere della situazione presente e futura delle nostre attività.

Prigionieri di un'organizzazione sociale che separa i compiti, partiti da un sentimento comune - fondato su esperienze diverse - di una degradazione del modo di leggere, produrre, condividere e vendere libri, riteniamo oggi che il problema non sia limitato a questo settore e cerchiamo soluzioni collettive a una situazione sociale che ci rifiutiamo di accettare.

L'industria del libro vive in gran parte grazie alla precarietà che molti dei suoi lavoratori accettano, per necessità, passione o impegno politico. Mentre queste persone si sforzano di diffondere idee o immagini capaci di spiazzare i nostri punti di vista sul mondo, altri hanno capito perfettamente che il libro è soprattutto una merce con cui è possibile accumulare profitti consistenti.

Capaci sia di appropriarsi dei grandi principi di indipendenza o democrazia culturale che di praticare battage pubblicitari in grande stile, sfruttamento salariale e diversità del monopolio, i vari Leclerc, Fnac, Amazon, Lagardère e altri grandi gruppi finanziari vogliono farci perdere di vista una delle dimensioni essenziali del libro: quella di legame, di incontro. Nel frattempo, che si tratti di professioni con un proprio riconoscimento simbolico o di lavoretti indispensabili in qualunque filiera economica, culturale e sociale, i diversi mestieri del libro vengono squalificati e rimpiazzati da operazioni tecniche che è inconcepibile fare con calma.

L'industria del libro ha bisogno solo di consumatori impulsivi, networkers di opinioni e altri interinali malleabili? Molti di noi si trovano arruolati in logiche commerciali, privati di qualsiasi pensiero collettivo o prospettive di emancipazione sociale, oggi drammaticamente assenti dallo spazio pubblico.

Vincolata al criterio del successo, la produzione di saggi, di letteratura o di poesia si impoverisce, i cataloghi delle librerie o delle biblioteche si esauriscono.

Il valore di un libro diventa legato alle cifre di vendita e non al contenuto. Ben presto si riuscirà a leggere solo quello che funziona.

Ora, mentre l'amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, dichiara che «oggi le uniche persone indispensabili nel mondo dell'editoria sono il lettore e lo scrittore», certe persone continuano a lavorare con libri, librerie, stamperie, biblioteche e case editrici a dimensione umana.

Siamo decisi a resistere, ma siamo accerchiati, come la stragrande maggioranza, dall'informatizzazione dilagante, dalle logiche manageriali e dalla difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

E oltre a questo siamo anche imbarcati in un processo di pseudo-democratizzazione della cultura, che continua a farsi dal basso e si riduce all'impoverimento e all'uniformazione delle idee e degli immaginari per corrispondere al mercato e alla sua razionalità. Storditi, cerchiamo di restare al passo, barcamenandoci tra programmi software, ordini online, correttori ortografici, delocalizzazioni, valanghe di novità insulse, minacce delle banche, aumento degli affitti e digitalizzazioni selvagge.

Ma non riusciamo a rassegnarci a ridurre il libro e il suo contenuto a un flusso di informazioni digitali cliccabili fino alla nausea: quello che produciamo, condividiamo e vendiamo è prima di tutto un oggetto sociale, politico e poetico. Perfino nel suo aspetto più umile, di divertimento o di piacere, vogliamo che resti circondato da esseri umani.

Rigettiamo con fermezza il modello di società che ci viene proposto, a metà strada fra lo schermo e un centro commerciale, con i suoi bip-bip, le sue luci al neon e i suoi auricolari crepitanti, e che sta conquistando qualsiasi professione. Perché, pensando all'attualità dei mestieri del libro, pensiamo anche a tutti coloro che vivono situazioni troppo simili per essere aneddotiche. I medici segmentano i loro atti per contabilizzarli meglio, gli assistenti sociali si sfiniscono a compilare griglie di valutazione, i carpentieri non possono più piantare un chiodo se non glielo ordina un computer, i pastori sono obbligati a dotare le loro pecore di chip elettronici, i meccanici ubbidiscono alle loro strumentazioni elettroniche e nelle scuole sta per arrivare la cartella elettronica. La lista è talmente lunga che dobbiamo unirci per arrestare l'avanzata di questa macchina del progresso cieco. Invece di aspettare la prossima misura di rigore europea o l'ennesimo attacco del ministero della cultura contro la filiera editoriale, preferiamo organizzarci da subito.

Per esempio trovando alternative, creando cooperative e centrali di acquisto, unendoci per ottenere condizioni salariali migliori, o ancora inventando luoghi e pratiche più adatti alla nostra visione del mondo e alla società in cui desideriamo vivere.

È proprio perché abbiamo una chiara percezione delle proporzioni del disastro in corso che siamo ottimisti: tutto è da costruire.

Per iniziare vogliamo smettere di darci eternamente la colpa a vicenda e farla finita con la rassegnazione e il disfattismo diffusi.

Per questo lanciamo un appello a tutti coloro che hanno interesse a incontrarsi per scambiare idee sulle nostre difficoltà e i nostri bisogni, sui nostri desideri e i nostri progetti.

 

L'appello, apparso su Le Monde, è stato firmato da 451 intellettuali tra cui Agamben, lo scrittore Michel Butel e l'editore Maurice Nadeau. La lista completa è su les451.noblogs.org (Traduzione di Fabio Galimberti)

GIORGIO AGAMBEN

VISITORS (dal 6 apr.2010)

free counters

MAP (dal 5 gen. 2010)

Locations of visitors to this page

 
 
 

© 2013   Creato da Maurizio Caminito.   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio