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IO MOSTRO LA SPIRALE NEI LABIRINTI. Una mostra/performance a Roma

Dettagli evento

IO MOSTRO LA SPIRALE NEI LABIRINTI. Una mostra/performance a Roma

Ora: 26 Giugno 2016 a 2 Luglio 2016
Luogo: 311/b
Via: Via di Selva Candida 311/b
Città: Roma
Tipo di evento: mostra, arte, performance
Organizzato da: Studio Doppio - 311/b
Attività più recente: 27 Giu 2016

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Descrizione evento

"L’artista non solo è autorizzato ma è obbligato ad usare le forme che gli servono. E’ il diritto a una libertà incondizionata: da un punto di vista artistico questo diritto coincide con il piano morale interiore."

 Queste parole mi sono venute alla mente guardando la mostra “Io mostro la spirale dei labirinti” di Gianfranco Filacchione inaugurata ieri allo Spazio 311/b di Via di Selva Candida e aperta fino al 2 luglio. Insomma la prevalenza dell’artista sulle sue opere, l’importanza del racconto di una propria ricerca interiore sulla coerenza della produzione artistica.

Nel caso di Gianfranco, vecchio sodale di avventure di teatro e di vita, tale ricerca assume le forme di un “percorso pellegrinante", come rileva Gabriele Guarrera nel presentare la mostra.

L’esposizione dei lavori è guidata dall’autore stesso che accoglie e accompagna i visitatori indossando una improbabile palandrana bianca e imbracciando la chitarra.

Gianfranco si offre come cantastorie di sé stesso, sottolineando i segni di realtà (luoghi, persone, esperienze di vita e di lavoro) inglobati durante il proprio viaggio, lasciando ognuno libero di condividerne momenti e ricordi.

Alcune “stazioni” sono particolarmente evocative, come quella ispirata dalla lettura di Klee e dello “spirituale” Kandinskj (con alcuni suoi studi sulla linea curva, a metà tra l’astratto e il figurativo, ancor oggi emozionanti) o quella del nucleo dedicato alla madre, fonte di ispirazione e vuoto mai colmato. O anche quella del “Labirinto del Sacro” (pur se lontano dalla mia personale sensibilità), che cerca, tra altarini sincretici, odore di incenso e luce di candele, una via personale anche all’interno di un’esperienza religiosa totalizzante.

Troppo facile sarebbe rilevare l’ecletticità e la disomogeneità degli stili nelle opere in mostra. Se si fosse trattato, infatti, di mettere in (bella) mostra le “opere”, la scelta sarebbe stata più rigorosa e selettiva.

Da questa mostra si può ricavare un'idea sul “fare arte” oggi, contro la specializzazione che trasforma un atteggiamento artistico in una professione. L’arte, insomma, come un diritto più “democratico”, cui tutti, sempre se dotati di un’acuta sensibilità e di un’innata curiosità, possono ambire.

25/26/27/28/29/30 Giugno, 1 e 2 luglio dalle ore 18.30 alle ore 23.00

(per appuntamento: 339. 7655.159)

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