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Un premio a Robert LEPAGE (e al suo scenografo) per l’Anello dei Nibelunghi.

Dettagli evento

Un premio a Robert LEPAGE (e al suo scenografo) per l’Anello dei Nibelunghi.

Ora: 2 Aprile 2013 a 30 Aprile 2013
Luogo: Metropolitan Opera
Città: New York
Sito web o mappa: http://www.metoperafamily.org…
Tipo di evento: opera, teatro, scenografia, architettura, musica
Organizzato da: MET OPERA
Attività più recente: 30 Apr 2013

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Descrizione evento

Robert Lepage ha di recente vinto il Premio Glenn Gould (l’Oscar delle Arti) per i suoi lavori teatrali. Il premio, il culmine di una lunga carriera, è stato attribuito per la geniale e colossale messa in scena dell'Anello dei Nibelunghi di Richard Wagner prodotto dal Metropolitan di New York con la direzione musicale di James Levine. Più di due anni di lavoro hanno portato al debutto del primo capitolo della tetralogia nel marzo 2011; nell'aprile del 2012 l’opera wagneriana è stata rappresentata per intero. Ora sul sito del MET (http://www.metoperafamily.org/en/news-and-features1/features/Wagners-Dream/?icamp=wagnersdream&iloc=hptab) è disponibile FINO AL 4 aprile in streaming gratuito l’intero documentario WAGNER’S DREAM sulla messa in scena della tetralogia wagneriana.

 Gli spettacoli avevano in comune una “macchina tecnologica” progettata da Robert Fillion, una specie di colonna vertebrale di 24 placche metalliche che occupa tutta la larghezza del palco e che si muove sia verticalmente che a 360° intorno sul proprio asse. Le possibilità di combinazione di movimenti è praticamente infinita. Sulla superficie monocroma vengono proiettati video secondo un sistema di videomapping; un team di ingegneri e tecnici hanno messo mano alla progettazione della macchina, dal modellino di Fillion usato per studiare con Lepage le possibili scene con l’ausilio di semplici manichini di legno snodabili, al prototipo in scala delle prime “placche” per permettere in studio le prove di movimento in sincrono col canto agli attori, fino alla dimensione colossale da teatro. 

L’intuizione di Fillion era un vero azzardo: usare un unico set scenografico per tutta la tetralogia; considerato il gran numero di ambientazioni dell’Anello (dal fondo del fiume Reno alla montagna del Walhalla, alle caverne nelle viscere della terra), l’impresa sembrava impossibile. Ma, come ben ci ricorda Gordon Craig, la scena può essere realizzata anche solo con luce e movimento. E Fillion, usando alcune centinaia di movimenti meccanici della struttura e la luce dei numerosi videoproiettori, ha saputo creare l’effetto adeguato per ogni scena.
La flessibilità e la trasformabilità, come in tutte le scenografie di Lepage, sono le caratteristiche primarie di questa Walhalla Machine e respirano insieme con l’attore che le sovrasta. Lepage rivela che l’idea della macchina che contiene tutti gli ambienti gli è venuta in mente pensando all’Islanda, alla sua formazione vulcanica e tettonica, alle sue crepe e solchi dovuti alla lava, agli avvallamenti e insieme alle enormi montagne, concentrati tutte in uno stesso paesaggio, tra ghiaccio e fuoco.

(FONTE: www.ateatro.org)

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