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Visioni dell’altra città: il Museo dell’Altro e dell’Altrove

Dettagli evento

Visioni dell’altra città: il Museo dell’Altro e dell’Altrove

Ora: 12 Ottobre 2014 a 27 Novembre 2014
Luogo: MAAM - Museo dell'Altro e dell'Altrove” di Metropoliz_città meticcia
Via: Via Prenestina, 913
Città: Roma
Sito web o mappa: http://www.museomaam.it/
Telefono: INFO 393.9929813. MAAM:info@museomaam.it
Tipo di evento: lettura, teatro, museo, spazio, città, arte, arte contemporanea
Organizzato da: RENATONICOLINI MERAVIGLIOSOURBANO
Attività più recente: 23 Ott 2014

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Descrizione evento

A Roma il salumificio abbandonato di Fiorucci, sulla via Prenestina, è diventato un posto speciale: una città e un museo insieme dal nome "MAAM - Museo dell'Altro e dell'Altrove” di Metropoliz_città meticcia dedicato all'arte contemporanea.
Dopo l'occupazione da parte di 150 persone, rom, peruviani, marocchini, ucraini, eritrei senza casa e la prima trasformazione in "città", nel 2012 su progetto dell'antropologo e regista Giorgio de Finis nasce il MAAM, un museo d'arte contemporanea che diventa tutt'uno con le abitazioni e i loro abitanti.
Da questo luogo, che fa decisamente parte delle “visioni di un’altra città”, ha preso il via il progetto “RENATONICOLINI MERAVIGLIOSOURBANO” (https://www.facebook.com/pages/Renato-Nicolini-Meraviglioso-Urbano/552682681528532?fref=ts) con un percorso di parole e azioni, attraverso i suoi incredibili spazi e con la guida dei giovani del laboratorio teatrale “La fondazione della città” diretto da Marilù Prati.

Si è partiti dallo spiazzo in cui campeggia il grande razzo costruito dagli abitanti della fabbrica occupata con l'aiuto di Stalker e ci si è addentrati in una serie di ambienti in cui, con la fantasia e la creatività di tantissimi artisti, gli spazi in breve tempo sono diventati "opere". Come i muri dipinti di Sten&Lex, Lucamaleonte, Mr. Klevra, Hogre e Alice Pasquini. Come la stanza per la meditazione di Michela Lattanzio decorata con oltre seimila fiori di carta ritagliati e dipinti dall'artista. O la "piazza" realizzata da Massimo De Giovanni, che ha incastrato una enorme sfera di ferro e legno tra le travi di un tetto crollato.

Ma tutto il percorso ha riservato continue scoperte ed emozioni.

Nicolini, dopo una visita al MAAM nel 2012, scriveva: “Esiste una Roma nuova che faticosamente sta riciclando quello che resta della vecchia, e cercando la nuova forma della sua mobile identità.

Distingue Metropoliz il segno dell’arte. Dopo che è stato dato alle fiamme il modulo sperimentale abitativo a basso costo costruito dagli Stalker, qualcuno si è domandato: ‘Ma se qui non ci vogliono, al punto di dare alle fiamme la nostra possibile casa, dove andiamo? Sulla luna?’

Tutti gli interventi di artisti a Metropoliz sono sotto il segno della luna.

Del resto sulla luna, secondo Ludovico Ariosto, c’è il senno perduto dagli uomini; ed a Metropoliz c’è il senno perduto da chi dovrebbe curare il bene comune della città di Roma.

 

E questo vale per il MAAM, ma anche per i tanti, tantissimi spazi urbani, strappati all’abbandono e utilizzati per realizzare progetti culturali complessi ed affascinanti, che nascono a Roma come in tante città italiane, tra l’indifferenza di amministratori pubblici che sembrano proprio aver “perso il senno sulla luna”.

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