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LA MOSTRA DEI MOSTRI DI VENEZIA. UN MOSTRO NELL’ERA DEI SOCIAL

Dettagli evento

LA MOSTRA DEI MOSTRI DI VENEZIA. UN MOSTRO NELL’ERA DEI SOCIAL

Ora: 12 Agosto 2015 a 30 Settembre 2015
Luogo: web & social network
Sito web o mappa: http://contrasto.wg.picturema…
Tipo di evento: mostra, censura, fotografia, web, venezia
Organizzato da: Sindaco di Venezia
Attività più recente: 26 Ago 2015

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Descrizione evento

La mostra del fotografo Gianni Berengo Gardin che si sarebbe dovuta inaugurare il 18 settembre a Palazzo Ducale, con l'esposizione di 27 (ormai celeberrime) fotografie in bianco e nero sul transito delle gigantesche navi da crociera davanti a San Marco, non si farà.

Il sindaco Brugnaro si è opposto a che la mostra venga allestita così com'è ed ha chiesto alla Fondazione dei Musei Civici veneziani, che la organizza, che venga affiancata dai progetti alternativi al passaggio delle grandi navi a San Marco, esponendo accanto agli scatti di Berengo Gardin le tavole del nuovo progetto, il 'Tresse est', che prevede lo scavo del Canale Vittorio Emanuele.”

"Se vogliono mostrare le tavole del nuovo canale facciano pure - è stata la reazione di Berengo Gardin - ma separate, quello è un progetto tecnico, il mio è un racconto fotografico".

(FONTE: http://www.rainews.it/)

La mostra era già stata allestita dal FAI nel 2014 a Milano e ora, dopo questo improvvido intervento del Sindaco di Venezia, è destinata ad assumere una maggiore notorietà grazie anche alla presenza online delle foto. Del resto le 35 foto del reportage di Gianni Berengo Gardin, intitolato BIG SHIPS, sono consultabili nel sito dell’agenzia Contrasto: http://contrasto.wg.picturemaxx.com/webgate/index.php?TABLIGHTBOX=RESULT&SEARCHMODE=NEW&AUTHOR=1009||Gianni%20Berengo%20Gardin.

Che la querelle si sia spostata decisamente sul web e sui social più diffusi lo dimostra l'uso del sindaco del proprio account Twitter per lanciare l’idea (decisamente tardiva) di un concorso fotografico pubblico sulle foto alle grandi navi, in sostituzione di una mostra d’autore che avrebbe rappresentato l’esclusivo punto di vista di uno dei “soliti intoccabili”. Un obiettivo del sindaco pare chiaro: ottenere una propria visibilità, presentandosi come normalizzatore della vita culturale veneziana, giudicata “fuori controllo”. E’ difficile prevedere oggi l’efficacia di questa sua strategia di comunicazione.

Vero è che a partire dal suo insediamento si è distinto per l’atteggiamento censorio e insofferente soprattutto nei confronti di una cultura, di cui evidentemente non capisce o non condivide il significato. Non si è ancora spenta l’eco di un’altra grottesca iniziativa di censura del sindaco, “contro la cultura gender”, che ha tentato di mettere all’indice nei nidi e nelle scuole dell’infanzia veneziane alcuni capolavori per l'infanzia come ‘Piccolo blu e piccolo giallo’ di Leo Lionni.

Contro la "lista di proscrizione", dove si narra anche di (pericolose) ninne nanne per far addormentare i bebè, si sono mobilitati autori, editori, cittadini, librai, bibliotecari, con letture in piazza, flash mob, e campagne via Facebook dal titolo "Liberiamo i libri".

Sommerso dalle critiche Brugnaro ha recentemente annunciato che sui libri proibiti verrà fatta un'analisi ulteriore, e forse alcuni saranno "liberati". Da chi?

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