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Il Giardino di Ninfa e la storia di Lelia Caetani

Il giardino di Ninfa, in provincia di Latina, è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso, nelle quali è compreso anche il Parco Naturale Pantanello.

Nel 1382 Ninfa fu saccheggiata e distrutta da parte di Onorato Caetani sostenitore dell’antipapa Clemente VII nel Grande Scisma e avverso al ramo dei Caetani che possedevano Ninfa, i Palatini sostenitori di Urbano VI.  La città non fu più ricostruita, anche a causa della malaria che infestava la pianura pontina, i cittadini sopravvissuti se ne andarono lasciando alle spalle i resti di una città fantasma, gli stessi Caetani si spostarono a Roma e altrove. Alla fine dell'Ottocento i Caetani ritornarono su i possedimenti da tempo abbandonati. Ada Bootle Wilbraham, moglie di un Caetani, decise di crearvi un giardino in stile anglosassone, dall’aspetto romantico. Bonificarono le paludi, estirparono gran parte delle infestanti che ricoprivano i ruderi, piantarono i primi cipressi, lecci, faggi, oggi maestosi, rose in gran numero, e restaurarono alcune rovine, fra cui il palazzo baronale, che divenne la casa di campagna della famiglia. L’ultima erede e giardiniera fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani che curò il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante, senza forzature, ed evitando l’uso di sostanze inquinanti.

Lelia Caetani: nonna inglese, mamma americana, discendente del grande islamista Leone Caetani e di sua moglie Vittoria Colonna (celebre la relazione di quest’ultima con il futurista Umberto Boccioni), nipote dell’archeologa Ersilia Caetani (prima donna a entrare nell’Accademia dei Lincei), figlia di un musicista e di un’intellettuale, oltre che erede di un’immensa fortuna fu pittrice, amica e musa di artisti come André Derain ed Eduard Vuillard. Ma Lelia fu anche, al fianco di sua madre Marguerite, giardiniera, inventrice di quel parco, Ninfa, che per alcuni è il più bel giardino del mondo, sorto ai piedi del Castello di famiglia a Sermoneta. Insieme, tra i tanti ambienti, la coppia frequentò anche un gruppo di appassionati giovani e meno giovani — da Bassani a Desideria Pasolini dall’Onda, da Elena Croce ad Antonio Cederna — con i quali nel dopoguerra si discuteva di come contrastare le devastazioni del patrimonio o di salvaguardia del paesaggio. Nasceva così Italia Nostra.

Non avendo eredi Lelia creo la Fondazione che ancor oggi gestisce il sito: http://www.fondazionecaetani.org/

Per prenotazioni: http://www.giardinodininfa.eu/

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